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Davide sta crescendo, mese dopo mese
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Visita di controllo: constatazione che "il tappo" è venuto via, che il liquido amniotico è ok, e che è presente una dilatazione di 2 cm. Il Dott. Loyola, a cui va tutta la nostra stima e riconoscenza, una volta "spinto il bottone", ci consiglia di andare a casa per poi ripresentarci alle 15.00... "tanto io fino alle 16.00-16.30 sarò qui". A casa le contrazioni ad Antonella aumentano di frequenza ed intensità. Mangiamo. Torniamo al S.Eugenio. Alle 15.30 entriamo nel "Gruppo Parto", box n.3. Prima di entrare, mi fanno vestire come se fossimo a carnevale. Per gli amanti del genere, la caricatura di "Scrubs". Il travaglio si è protratto per diverse ore, ed era un misto di "superquark" e palestra. In sala travaglio si partecipa, non si assiste. Ho visto la testolina di Davide farsi strada lungo "il canale", ho sentito le unghie di Antonella conficcarsi nella mia carne, ho avvertito la mia colonna vertebrale cedere ogni volta che lei si lasciava cadere, in preda alle contrazioni... Senza una pausa, nè per bere, nè per andare in bagno.Alle 20, abbondantemente oltre le ore 16 quindi, indovinate chi fa capolino in sala travaglio? Lui, Loyola. Appoggiato con le spalle al muro. Nel mio cervello oramai squassato da una serie di episodi inediti, di sensazioni mai provate prima, balena una considerazione: Loyola è mitico, un medico h24, un angelo custode... e poi un pensiero "illuminato" e "stupido" allo stesso tempo: ma una famiglia non ce l'ha?... Per me, Loyola è troppo forte. Lui ci rassicura, tutto procede secondo natura, tra un po' Davide nascerà. Si scusa perchè deve andare via (allora una famiglia ce l'ha!) e ci dice: piu' tardi chiamo per sapere come è andata. Allora capisco che Davide fin dal primo momento è stato in una botte di ferro: oltre ai suoi futuri genitori, c'era un professionista serio, scrupoloso, competente, estremamente disponibile, rassicurante che lo seguiva e non lo perdeva mai di vista. Devo quindi correggere il primo pensiero: "per il ginecologo, il concetto di famiglia è leggermente allargato? La sua famiglia è anche qua?" Intorno alle 21.20 entriamo in sala parto: ci sono diverse ragazze (tirocinanti - suppongo io - perchè ho assistito a due cazzate micidiali e se l'ho capito io che ero in uno stato di disordine mentale acuto...), Sabrina (l'ostetrica), un ginecologo barbuto (con forte accento salentino...). Improvvisamente cambia il mio punto di vista. Prima potevo vedere la testolina di Davide, ora tra le mie mani ho la testa di Antonella e l'accarezzo: sono pronto ad aiutarla nella "fase di spinta". Antonella è stata brava, il barbuto l'ha aiutata facendo pressione sul ventre di lei (con le avambraccia o gli avambracci?), Sabrina afferra Davide e lo aiuta ad uscire: Davide emette il primo vagito e viene immediatamente adagiato sul petto della mamma. E' il primo contatto, esterno, tra i due. Antonella si emoziona, e il suo pianto mi trascina in questo tumulto sensazioni. Guardo l'orologio: sono le 21 e 48. Nella mia mente rivedo la scena del parto: Davide tra le mani di Sabrina, il cordone ombelicale che - come un boa con la sua preda - era attorno ad una mano e ad una gamba. Il cordone viene tagliato, i due miei gioiellini sono fisicamente separati: decido di seguire il neonato. Un assistente lo pulisce sommariamente, gli infila una cannula lunghissima (almeno 15 cm!) in gola, e poi nel naso. I muchi vengono aspirati.Davide ed Antonella di nuovo insieme. Ma per poco. Il pupo deve essere trasferito in neonatologia per i primi accertamenti clinici. Nel passaggio dal "Gruppo Parto" a reparto "Neonatologia", la (neo)nonna materna ottiene - dopo 6 ore di attesa - il meritato "premio": anche lei riesce a vedere il suo nipotino da distanza ravvicinatissima. Dopo poco lo vediamo in un lettino, da dietro ad un vetro... nel nido! Nel frattempo l'equipe medica lavora per mettere in sesto Antonella. Io inizio le prime formalità burocratiche: base di ricovero per il neonato! Qualcuno mi ricorda che non è il caso di tenere ancora addosso il vestito di carnevale, anche se sono in un ospedale. Dopo poco, Davide viene restituito alla mamma, per una mezz'oretta buona... siamo già arrivati al 23 giugno. Io prendo il pupo in braccio, la (neo)nonna prende il pupo in braccio. Il pupo, anche lui stremato dal parto, sebbene gli venga offerto il seno della mamma, preferisce dormire. Come dargli torto? Lo osservo. La fioca luce del neon non mi aiuta a distinguere il colore dei capelli, a distinguere nettamente i tratti somatici di Davide. Mi avvicino. Ha la pelle liscia e rosea, è lunghissimo, ha le mani dalle dita lunghissime, ha un cranio allungato. Nel mio stato rincoglionito/delirante, mi viene un flash: ecco a chi assomiglia! Al padre di Homer! Davide assomiglia al nonno di Bart Simpson!!! E mando un sms a Luciano, mio fratello, zio di Davide. I nonni paterni sono in partenza, alle 3.00 saranno a Roma... Potenza di Davide. E' ora di lasciarlo riposare. Davide nel nido, Antonella in reparto, nonna Maria ed io a casa. Sono l'1.30 di notte e posso finalmente fare pipì. Mi butto sul letto, ma la troppa stanchezza mi impedisce di riposare. Antonella mi manda un paio di sms. Lei è in fase "adrenalinica". Io, invece, crollo. Alle 3, puntualissimi, i nonni - nonostante una sgangherata Fiat Tipo 1.4 a benzina del 1990, con 450.000 km percorsi, arrivano a Roma. Dormo poco (e male) per tutta la notte. Buonanotte, Fàgiolo e... benvenuto tra noi.
PS: molto spesso qualcuno di voi si sarà chiesto (ma non ha mai avuto il coraggio di chiedere) perchè Davide viene da noi chiamato Fàgiolo (e non Fagiolo). Presto detto. Alla prima ecografia (2 nov 2004), si vedeva poco o nulla... si notava un qualcosa avente la forma di un fagiolo. Poi è cresciuto, assumendo le sembianze di un essere umano, e quindi è diventato Fagiolino. Dopo l'ecografia del 10 febbraio, è stato ribattezzato Fàgiolo...
Da non perdere: la prima lettera di zio Silvio, con la relativa reazione di Davide. | | |